Video clip

24/01/12

Protocollo d'impegni per il rinnovo del CCNL



Protocollo d'impegni per il rinnovo del CCNL per i dipendenti da istituti di
vigilanza privata 2012 - 2014

Scarica il file in pdf

22/01/12

Un'altra Guardia giurata morta in servizio, Usipe vigilanza: è una carneficina


La crisi spinge furti e rapine e a pagare sono gli adetti alla sicurezza.


ROMA, 21/01/2012

Un'altra Guardia particolare Giurata e' caduta mentre compiva il proprio dovere. Aveva solo 35 anni e si chiamava Francesco M.. Gli hanno sparato dritto in fronte per poche migliaia di euro ma lui, come molti suoi colleghi, di soldi ne guadagnava probabilmente pochi. Sono sole le Guardie Giurate, di loro se ne parla solo quando scappa il morto, si sa poco o nulla del loro mestiere, della vita che fanno, delle responsabilità che vivono senza una qualifica adeguata, senza una preparazione dovuta a chi indossa una divisa e porta un'arma. Anche per questo è nato ed esiste il Comparto Usipe Vigilanza: per ricordare a tutti che nel tutelare e difendere il Comparto Sicurezza non ci siamo dimenticati di loro. Per questo ci battiamo per una proposta di legge che finalmente garantisca alle G.p.G. la preparazione dovuta e la giusta remunerazione. Vogliamo fortemente l'Albo Professionale che li qualifichi come veri e propri Operatori della Sicurezza. Perché non siano divise di serie B.L'Unione Sindacale Lavoratori e Pensionati comparto Usipe Vigilanza esprime le più vive e sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Francesco M., 35 anni, Guardia particolate Giurata della provincia di Taranto.

15/01/12

Aggiornamenti CCNL





UNIONE ITALIANA LAVORATORI TURISMO COMMERCIO E SERVIZI

ADERENTE ALLA UNI

E ALLA UITA

Roma, 10 gennaio 2012

Prot. 29

Oggetto: Rinnovo CCNL Vigilanza

Alle UILTuCS Regionali

Alle UILTuCS territoriali

Loro Sedi

Con riferimento alla nostra comunicazione del 15 dicembre scorso Vi informiamo che, a seguito degli incontri con Federsicurezza e Assiv Coop tenutesi rispettivamente il 10/1/12 ed il 21/12/11, mentre viene confermato il calendario degli incontri già comunicato con la succitata nostra, gli incontri relativi ad Assiv-Coop saranno definiti nella prossima riunione ristretta che avrà luogo il 19 gennaio p.v. con inizio dei lavori alle ore 10,30 presso Confcooperative.

Su ambedue i tavoli la situazione rimane estremamente incerta in quanto i due gruppi sono praticamente in attesa di vedere cosa fa il corrispondente.

La Uiltucs nel frattempo ha sollecitato gli incontri per la definizione di una regolamentazione del portierato e dei servizi integrati alle imprese. In merito a ciò si è resa disponibile nuovamente l’ANASI con la quale saranno verificate le condizioni per il prosieguo del negoziato a suo tempo interrotto.

Assiv e Coop si sono invece impegnate a presentare, nella prossima riunione del 19 p.v., una proposta complessiva di regolamentazione del portierato e dei servizi integrati.


Con riserva di ulteriori informazioni, inviamo cordiali saluti.



p. Uiltucs Nazionale Il Segretario Generale
(P.Stroppa) (Brunetto Boco)

15/11/11

Si complicano le trattative per rinnovo del contratto vigilanza privata

Roma 10 nov. (Labitalia) - Fumata nera al tavolo negoziale con Federsicurezza Confcommercio per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata, che occupa circa 50.000 addetti del comparto della sicurezza. Nel corso dell’ultimo incontro, la delegazione datoriale ha comunicato alle organizzazioni sindacali le condizioni per proseguire il confronto, proposte che la Fisascat ha ritenuto inaccettabili.

Nel merito, Federsicurezza ha esplicitato che la sua disponibilità a proseguire la trattativa è subordinata al fatto che i sindacati diano assenso incondizionato alle proprie richieste in merito alla riformulazione delle norme sul cambio d'appalto escludendo qualsiasi fase di confronto a livello territoriale fra il sindacato e gli istituti uscente e subentrante, alla ristrutturazione della classificazione tesa di fatto a introdurre un unico livello professionale e il potere di demansionamento, all'ulteriore riduzione del riposo giornaliero e settimanale, all'aumento della flessibilità oraria giornaliera e al superamento dell'attuale trattamento economico per i primi tre giorni di malattia.

"Abbiamo ritenuto utile - ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat, Vincenzo Dell'Orefice - non proseguire ulteriormente un confronto allo stato infruttuoso. Siamo fermamente contrari a far passare la logica che i futuri aumenti possano essere autofinanziati dai lavoratori per mezzo della rivisitazione al ribasso di alcuni istituti contrattuali".

"Se passasse integralmente il pacchetto proposto da Federsicurezza - ha aggiunto Dell'Orefice - le condizioni di vita e di lavoro delle guardie giurate subirebbero un peggioramento significativo. Soprattutto in riferimento alla destrutturazione dell'orario di lavoro, si aumenterebbe la soglia di esposizione degli operatori ai rischi professionali insiti al servizio".

"Occorre ricondurre il negoziato - ha dichiarato il segretario generale Fisascat, Pierangelo Raineri - a un livello di proficuo confronto accantonando pregiudiziali e pretese esagerate. I lavoratori aspettano da quasi tre anni un rinnovo che dovrà rispondere alle mutate esigenze del settore e della categoria".

La Fisascat ha già convocato per il 15 dicembre prossimo il coordinamento delle strutture territoriali per effettuare una valutazione complessiva sullo stato della vertenza e sull'andamento sia del tavolo negoziale aperto con Federsicurezza Confcommercio che di quello con Assiv Confindustria e le associazioni cooperative.


28/10/11

Scontro sui licenziamenti Sindacati verso sciopero

Berlusconi: da Ue ok a programma di governo per 18 mesi. Napolitano: garantire stabilita'

28 ottobre, 08:25


Milena Di Mauro


Tutte le borse volano e Silvio Berlusconi, superato l'esame dell'Ue a Bruxelles, ha buon gioco a dire alle opposizioni di ''smetterla con la cantilena delle dimissioni'' e sostenere piuttosto con senso di responsabilita' e per il bene dell'Italia le misure sulle quali il vertice dell'Europa hanno dato l'ok. Ma ora il premier deve passare sotto le forche caudine del Parlamento, dove non sono certo pochi quelli che, spaventati dall'idea di andare al voto in primavera, farebbero volentieri a meno di elezioni anticipate e spingono per un governo di salvezza nazionale. ''Che novita'...Non credo che questa sia la soluzione'', fa spallucce Berlusconi in un'intervista al Tg1 che dall'opposizione si definisce ''uno primo spot da campagna elettorale''.

Sia alla Camera che al Senato, pero', negli ultimi giorni il governo e' andato piu' volte sotto sia in commissione che in Aula ed i provvedimenti piu' 'politici', a partire dalle intercettazioni, sono spariti dal calendario dove sono rimaste in gran numero mozioni e ratifiche di trattati internazionali. E' proprio il 'tarlo' di un voto in primavera con il 'porcellum' (quindi con liste bloccate di fedelissimi sia per Berlusconi che per Bossi) ad agitare le acque della maggioranza.

Dove oggi fa rumore una lettera di 29 righe di 'frondisti' che chiedono al premier di allargare la maggioranza all'Udc (quindi implicitamente gli rinnoverebbero l'invito a farsi da parte) proprio per poter mantenere gli impegni gravosi assunti in Europa. Sulla lettera - discussa ieri al tavolo dove Beppe Pisanu ha cenato insieme a 18 senatori piediellini e passata anche tra le mani di diversi deputati - si intendeva raccogliere un robusto numero di firme prima di presentarla al premier entro la prossima settimana. Intanto pero', a partire da Pisanu, si affrettano a prenderne le distanze in molti, anche quelli che nessuno ha indicato per nome e cognome tra i sostenitori. Ed il documento, contro cui si leva la potente contraerea critica dei pidiellini doc, resta al momento senza padri.

Berlusconi pero', almeno per oggi, si gode la festa. ''L'Europa ieri ha apprezzato e approvato il nostro programma di governo per i prossimi 18 mesi'', dice apposta per far capire che lui a fare passi indietro non ci pensa affatto. Nonostante gli scricchiolii nella maggioranza. Nonostante il silenzio che pesa come piombo di Giulio Tremonti in queste ore. ''Si e' defilato'', denuncia Bossi, senza piu' 'coprire' un ministro del Tesoro che non ha voluto mettere la sua firma sulla lettera all'Ue. Dal Tesoro si preferisce rimarcare che Berlusconi, nella lettera all'Europa, ha confermato ''la linea del rigore e della serieta''', respingendo al mittente ogni illazione su frizioni tra Tremonti e Berlusconi. Ma il si' dell'Europa gonfia le vele del premier, che sbandierando la sua soddisfazione ora dice: ''Tutti dovrebbero sostenere questo programma perche' nell'interesse dell'Italia''

SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO Sindacati pronti allo sciopero generale contro le misure indicate dall'Italia nella lettera all'Ue. A compattare le reazioni di tutte le organizzazioni dei lavoratori - Cgil, Cisl, Uil e Ugl - contro il governo sono i licenziamenti per motivi economici, che saranno messi nero su bianco entro maggio 2012. Entro quella data l'esecutivo si e' impegnato ad approvare una riforma della legislazione del lavoro in tal senso. La Cgil parla di norme da ''incubo'', assicura una ''reazione con la forza necessaria'' sulla scia della proposta, avanzata gia' ieri dal numero uno Susanna Camusso, di una mobilitazione unitaria. Anche Cisl, Uil e Ugl non approvano la linea del governo, considerano ''un grave errore e una inaccettabile provocazione'' l'intenzione di intervenire sui licenziamenti, e minacciano la rottura della ''coesione sociale'' e, quindi, di scendere in piazza. Lo dicono prima singolarmente, poi le tre sigle lo ribadiscono in una nota congiunta: ''Qualora il Governo - scrivono - intendesse intervenire sulle materie del lavoro senza il consenso delle parti sociali, Cisl, Uil e Ugl saranno costrette a ricorrere a scioperi''.

Un primo fronte comune. Quindi, uno sciopero anche con la Cgil? ''Ovviamente credo che questo sia possibile'', risponde il leader della Uil, Luigi Angeletti, anche se, aggiunge, ''nessuno si auspica, almeno noi non auspichiamo, che il governo ci spinga a cio'''. Alla stessa domanda il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, risponde ''si'. Se ci sara' la stessa opinione sul fisco, sui costi della politica e delle amministrazioni, sullo sviluppo e sulle relazioni industriali e' chiaro che agiremo uniti. Altrimenti - e' il suo richiamo - marceremo divisi e colpiremo uniti, come nel caso dei licenziamenti''. Anche a Camusso oggi viene chiesto se ci saranno iniziative comuni. ''Ci ragioneremo, vedremo'', risponde ribadendo: ''Credo sia giunto il momento di pensare a una stagione di mobilitazione unitaria''. Intanto considera ''importante che ci sia un giudizio comune con Cisl e Uil''. Al centro c'e' il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: non nasconde la convinzione che ''siamo l'unico Paese al mondo che ha regole cosi' rigide'' sui licenziamenti e che bisogna ''dismettere l'abito ideologico'', ma assicura che presto partira' il tavolo con le parti sociali, alle quali chiede di mettere da parte ''pregiudizi'' e di avere un ''atteggiamento responsabile''. Respinge come ''assolutamente falso il parlare di licenziamenti facili''.

E spiega l'obiettivo della norma: non licenziare, ma incoraggiare le aziende ad assumere. Anche ''se le prospettive sono incerte. E le prospettive incerte sono la caratteristica del nostro tempo e, temo, destinate a durare''. Evitando cosi', in presenza di andamenti economici negativi per l'azienda o il settore, ''le grandi difficolta' nel fare un passo indietro''. Il suo richiamo e' anche all'opposizione: ''I 'no' non fanno ne' crescita ne' occupazione. E tantomeno aiutano la stabilita'''. Camusso non cambia idea e, a suo giudizio, Sacconi resta l'unico ministro del Lavoro ''nella storia della Repubblica che e' contro i lavoratori''. In campo scendono anche gli ex leader di Corso d'Italia. ''Altro che Indignados'', ironizza Guglielmo Epifani. Dopo le deroghe introdotte con l'articolo 8 della manovra, il governo ''adesso annuncia la completa cancellazione dell'articolo 18'' dello Statuto dei lavoratori, dice Sergio Cofferati, oggi europarlamentare del Pd, che nel 2002 alla guida della Cgil porto' in piazza a Roma 3 milioni di persone a difesa dell'articolo 18.

26/10/11


"La stima complessiva degli occupati negli appalti del terziario è di circa un milione e mezzo di addetti" ha aggiunto Raineri

“Nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali del terziario e del turismo – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl - abbiamo ribadito con forza la necessità di prevedere che i committenti/datori di lavoro dei settori produttivi, prima di procedere all’avvio dei processi di outsourcing, affrontino con le organizzazioni sindacali una fase di confronto finalizzata ad individuare i correttivi che permettano di non terziarizzare e, qualora questo non fosse possibile, di applicare ai lavoratori occupati negli appalti le condizioni economiche e normative previste dai contratti nazionali di settore sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi. Per la Fisascat questo criterio dovrà essere introdotto e diffuso nei rinnovi contrattuali di tutti i settori produttivi”.
E’ solo uno degli ingredienti della ricetta che la categoria cislina del terziario, turismo e servizi ha proposto nel corso del convegno promosso oggi a Roma dedicato al tema degli appalti nel settore dei servizi e della corretta applicazione delle normative legislative e contrattuali esistenti.
“E’ una sfida ambiziosa se si considera che la stima complessiva degli occupati negli appalti del terziario è di circa un milione e mezzo di addetti – ha aggiunto Raineri - Sono i lavoratori e le lavoratrici delle imprese di pulizia, dei multiservizi, del facility management, delle cooperative socio-assistenziali, della ristorazione collettiva e della vigilanza privata, con un’altissima percentuale di occupazione femminile, prevalentemente inquadrati con il contratto part-time in un regime di flessibilità delle prestazioni e della mano d’opera”.
“Essenziale sarà il ruolo del servizio ispettivo del ministero del Lavoro, della bilateralità ed un nuovo intervento degli osservatori che dovrà prevedere il coinvolgimento diretto del ministero del lavoro, dell’inps, dell’inail e dell’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, un mixer da realizzarsi nell’ambito del territorio – ha concluso Raineri - Determinante in tal senso sarà anche il ruolo della certificazione dei contratti di lavoro svolta dagli enti bilaterali ai quali dovrà essere anche affidato il compito del monitoraggio del sistema”.
Proposte condivise dai relatori intervenuti all’iniziativa a cominciare dal presidente Assiv Matteo Balestrero, dal presidente Fise/Anip Claudia Giuliani, del direttore generale delle Attività Ispettive del ministero del Lavoro Paolo Pennesi, dal direttore generale Fipe Edi Sommariva, dal presidente Federlavoro e Servizi/Confcooperative Massimo Stronati, e dai segretari generali delle federazioni cisline del pubblico impiego e delle costruzioni Giovanni Faverin e Domenico Pesenti.
L’evento è stato concluso da Raffaele Bonanni, il segretario generale della Cisl. “Bisogna saper costruire clausole sociali in tutti i
settori produttivi – ha dichiarato – La logica del sistema di appalto non deve coincidere con quella dell’illegalità e con i fenomeni di dumping contrattuale”. “Il raccordo tra contrattazione e legislazione – ha concluso Bonanni – garantirebbe la crescita e lo sviluppo delle imprese che esercitano l’attività all’insegna della qualità e della competitività anche nell’interesse dei lavoratori”.

di Ma. Gu.

25/10/2011